Cosa vedere a Roma? Di fronte a questa domanda, in realtà, mi viene subito in mente il verso di quella canzone che fa “profumo tuo di vacanze romane” e, contemporaneamente, Anita Ekberg che gioca con l’acqua della Fontana di Trevi.

Nella capitale, probabilmente, almeno una volta nella vita, ci siamo già stati. Per decidere cosa vedere a Roma, vogliamo seguire i classici itinerari e passare in rassegna tutte le meraviglie che questa città offre? E se scegliessimo, invece, un percorso alternativo? Come sarebbe farsi guidare per Roma dai registi e dagli attori che hanno dato vita a film intramontabili?

Come arrivare a Roma con GoEuro:

 

Vacanze Romane: visitare Roma come Audrey Hepburn

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In Vacanze Romane, film del 1953, Audrey Hepburn è una principessa in viaggio diplomatico che, stremata dagli obblighi del ruolo che ricopre, decide di fuggire e comincia così la sua avventura per le strade di Roma.
Tra mille vicissitudini, la Hepburn visita i monumenti e i luoghi più belli della città.

La fuga della principessa comincia da Piazza della Repubblica. A pochi metri di distanza dalla stazione ferroviaria di Roma Termini, questa piazza rappresenta l’inizio di una delle vie principali del centro di Roma: via Nazionale.
Su di essa si affaccia la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, realizzata da Michelangelo nel XVI secolo e ricavata all’interno di un’ala delle Terme di Diocleziano.

Estese tra il Viminale e il Quirinale, le Terme di Diocleziano erano i più importanti bagni termali dell’antica Roma e potevano contenere più di 3000 persone. Attualmente costituiscono parte del Museo Nazionale Romano e molte delle loro aree sono visitabili.
Al centro della piazza si può ammirare la spettacolare Fontana delle Naiadi, con i quattro gruppi di bronzo che rappresentano la Ninfa dei laghi, dei fiumi, degli oceani e delle acque sotterranee ai lati, e al centro il gruppo del “Glauco”.

Dopo l’incontro con Gregory Peck, il protagonista maschile, la Hepburn continua il tour delle strade di Roma con il celebre giro in vespa, durane il quale i protagonisti visitano alcuni tra i luoghi più suggestivi della città, come il Colosseo, Piazza Venezia e Trinità de’ Monti

Altra scena conosciuta e divertente è quella girata presso la Bocca della Verità, situata poco lontano dal Circo Massimo, nella parete del pronao di Santa Maria in Cosmedin. La sua funzione originaria era probabilmente quella di tombino, incorporato poi nella parte anteriore della chiesa. Oggi attrae migliaia di turisti e deve buona parte della sua popolarità proprio alla scena di questo film che gioca sulla credenza popolare che la bocca possa mordere la mano di chi non dice la verità.

Da ricordare, infine, la rocambolesca fuga dei due protagonisti che, sotto il magnifico Ponte Sant’Angelo, si tuffano nel Tevere per sfuggire agli agenti in cerca della principessa. e scappano a nuoto.
Un tempo conosciuto come Ponte Elio, in onore dell’imperatore Publio Elio Adriano, Ponte Sant’Angelo è stato poi ristrutturato nel XVII secolo per ordine del papa Clemente IX e oggi si ammira come uno dei capolavori del Bernini, che ne curò il restauro.

 

Roma città aperta: la capitale del neorealismo

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Questo film è uno dei più celebri e rappresentativi del neorealismo cinematografico italiano.
Fa parte della trilogia della guerra del regista Rossellini ed è ambientato a Roma, durante la seconda guerra mondiale, nel periodo successivo allo sbarco degli alleati, quando la città è ancora nelle mani dei tedeschi ma la resistenza dei partigiani è già attiva.

Rossellini cominciò a girare il film nel gennaio del 1945 e, all’epoca, gli studi di Cinecittà, il famoso teatro di posa di Roma, erano utilizzati come rifugio per gli sfollati della guerra.
Il regista dovette quindi girare in condizioni precarie ed improvvisare le scene degli interni in vari edifici della capitale.

Alcune scene vennero girate nel teatro Capitani, dietro via del Tritone.
Questa via, una delle più celebri vie del centro di Roma, prende il nome dalla famosa Fontana del Tritone, situata al centro di Piazza Barberini, da cui la via ha inizio.
Opera di Gian Lorenzo Bernini, la fontana rappresenta il dio marino Tritone che si erge al centro di una grande conchiglia sorretta da quattro delfini.

 

L’indimenticabile scena simbolo del film, una delle più famose della storia del cinema – quella in cui Anna Magnani viene uccisa mentre rincorre la camionetta sulla quale si trova suo marito, arrestato dai soldati nazisti – è stata girata in via Raimondo Montecuccioli, nel quartiere Prenestino-Labicano.

Ci troviamo qui nella parte orientale di Roma, a ridosso di Porta Maggiore, una delle porte delle Mura Aureliane. Questo era il punto in cui nell’antica Roma convergevano otto degli undici acquedotti che portavano l’acqua alla città. Il quartiere è ricco di reperti storici, tra i quali spicca la Basilica Sotterranea di Porta Maggiore, un tempio di epoca probabilmente tiberiana o claudia, scoperto per caso nel 1917, durante i lavori di costruzione del viadotto ferroviario che doveva condurre alla stazione Termini.

Nel quartiere è anche presente il Parco Archeologico di Villa Gordiani che comprende i resti di una villa patrizia appartenuta alla famiglia degli imperatori Gordiani, il Mausoleo, Tor de’ Schiavi, un complesso monumentale trasformato in torre d’avvistamento nel 1300, la Cisterna a due piani del secolo II e l’Aula Ottagonale, che costituisce l’ingresso monumentale alla villa da via Prenestina.

 

La Dolce Vita – la Roma dei Paparazzi

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Ed eccoci al film che, forse più di ogni altro, ha segnato l’idea che nel nostro immaginario abbiamo di Roma: La Dolce Vita di Federico Fellini.
In sette episodi, il regista racconta la “vita dolce” della Roma a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta del novecento.
Una Roma neodecadente nel periodo del boom economico, in cui i protagonisti si muovono tra sogni, rotocalchi e spettacolo.

Il film è stato per lo più girato nel teatro di posa di Cinecittà, in cui sono stati allestiti circa 80 set cinematografici.

Uno di questi set è stato allestito per girare la scena che ha reso celebre Via Vittorio Veneto: l’incontro di Marcello Mastroianni con il padre, in un bar all’aperto.
Via Veneto è una strada del centro di Roma che da piazza Barberini sale verso la Porta Pinciana.
Passeggiando lungo Via Veneto non si può fare a meno di notare i negozi e i caffè di lusso che durante gli anni 50′-60′ hanno ospitato le stelle del cinema mondiale. Simbolo di Via Veneto sono anche i lussuosi hotel. Tra questi l’Hotel Excelsior, realizzato agli inizi del ‘900 dall’architetto Otto Maraini in stile neo-barocco, e l’imponente Palazzo Piombino, oggi conosciuto come Palazzo Margherita, perché scelto come luogo di soggiorno dalla regina Margherita di Savoia.
Non è difficile, quindi, capire perché la città di Roma abbia voluto riconoscere l’importanza che La Dolce Vita ha avuto nel rappresentare Via Veneto come il centro della vita mondana degli anni cinquanta e sessanta, ponendo qui una targa commemorativa dedicata a Federico Fellini.

Tornando alle riprese del film, bisogna precisare che molti esterni sono stati girati nella piazza antistante la Basilica di San Giovanni Bosco, a pochi passi da Cinecittà.
Non possiamo concludere il nostro percorso dei luoghi della dolce vita senza recarci in quello che ha fatto da cornice alla scena più celebre del film, quella in cui Anita Ekberg entra nella vasca della Fontana di Trevi ed invita Mastroianni a raggiungerla.
La Fontana di Trevi è la più grande fontana di Roma, e una delle più conosciute al mondo. È un trionfo di stile barocco e un gioiello in cui i giochi d’acqua si mescolano con le forme delle sculture creando un’opera dalla bellezza ineguagliabile.

Una curiosità sulle riprese: pare che Anita Ekberg non ebbe problemi a restare in acqua per tutta la durata della ripresa, mentre Marcello Mastroianni per sopportare il freddo indossò una muta sotto i vestiti e bevve una bottiglia di vodka prima di cominciare a girare!

 

Sciusciàla Roma del dopoguerra

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Considerato uno dei capolavori del neorealismo italiano, Sciuscià mostra le splendide vie del centro di Roma con gli occhi della povertà e delle difficoltà che i due bambini protagonisti devono affrontare per sopravvivere nel dopoguerra.

I protagonisti del film di Vittorio De Sica sono due ragazzini che si guadagnano da vivere sui marciapiedi di Via Veneto come lustrascarpe (o Sciuscià, termine che i napoletani coniarono all’epoca storpiando l’inglese shoe-shine).
Appena possono corrono a Villa Borghese e con 300 lire affittano Bersagliere, un cavallo bianco, che cavalcano in due.
Villa Borghese è il terzo parco di Roma per estensione, e sicuramente il più conosciuto della capitale. È molto apprezzato sia da chi vuole passeggiare o fare un pic-nic, sia dagli amanti dell’arte in quanto ospita al suo interno numerosi musei, tra i quali la Galleria Borghese. Sempre all’interno del parco troviamo un giardino zoologico, il Bioparco, in cui ci si può fare incuriosire da piante e animali provenienti da tutto il mondo.

Nel film, i due giovani protagonisti si trovano coinvolti, senza volerlo, in un furto e vengono arrestati.
Il carcere in cui i due ragazzini vengono condotti è il celebre Carcere Minorile di San Michele, situato nel Complesso monumentale di San Michele a Ripa Grande, nello storico quartiere Trastevere di fronte al porto fluviale di Ripa Grande.
San Michele a Ripa Grande era un ospizio apostolico costruito tra la fine del XVII e il XVIII secolo come struttura polifunzionale. Doveva infatti fungere da ospizio e orfanotrofio e ospitare anziani poveri e bambini abbandonati. La struttura ospitava anche un carcere minorile e un carcere femminile.
Oggi questo palazzo, uno dei più grandi in Italia, è la sede del Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo.

 

I soliti ignoti  il volto popolare di Roma

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Con I soliti ignoti nasce il genere della Commedia all’italiana. Si tratta di un film che si può rivedere decine di volte senza stancarsene mai.
Il film eredita il testimone del neorealismo e sceglie come temi principali la quotidianità, la gente comune, facendo precisi riferimenti sociali nei quali il pubblico può riconoscersi.
Per questo motivo, la Roma che vien fuori da questa pellicola è, sì, la Roma Caput Mundi ma vista con gli occhi della gente semplice, che si ingegna per arrivare alla fine del mese.

Alcune curiosità sul film:

  • il furto è ambientato in un’abitazione di una via inesistente. Nella realtà la scena è stata girata in un edificio nei pressi di Piazza Venezia.
    Situata ai piedi del Campidoglio, Piazza Venezia è il punto in cui si incontrano cinque fra le più importanti strade di Roma.
    L’aspetto attuale è il risultato dei lavori realizzati all’inizio del secolo scorso per la costruzione del Vittoriano, il monumento a re Vittorio Emanuele II.
    La piazza, tristemente nota per via del balcone dal quale Mussolini teneva i suoi discorsi, è oggi il luogo in cui avviene parte delle celebrazioni ufficiali per la festa della Repubblica Italiana con l’alzabandiera all’Altare della Patria.
  • Dopo il fallimento del furto, Mastroianni prende il tram in piazza Armenia, poco lontano dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, nel quartiere Appio-Latino.
    San Giovanni Laterano è la cattedrale della diocesi di Roma e la più antica e importante basilica d’Occidente. Bisogna dire però che nell’immaginario degli italiani è forse più che altro legata al famoso Concerto del Primo Maggio a Roma che si tiene proprio nella piazza antistante la basilica.
  • Il film termina in quella che era all’epoca l’estrema periferia di Roma, nei pressi di Monte Sacro. Monte Sacro è un quartiere a nord-est di Roma, abitato sin da epoca antichissima. In questo quartiere si trova il Ponte Nomentano, costruito per permettere alla via Nomentana di superare il fiume Aniene. Secondo la tradizione, proprio su questo ponte avvenne l’incontro tra Carlo Magno e Papa Leone III che nell’800 incoronò imperatore Carlo Magno, dando vita prima all’Impero Carolingio e poi al Sacro Romano Impero.
    Gli amanti della natura troveranno invece interessante in questo quartiere la Riserva naturale Valle dell’Aniene, un’area naturale protetta che si estende lungo il tratto urbano del fiume Aniene.

 

Caro Diario – cosa vedere a Roma in vespa con Nanni Moretti

 

Con Nanni Moretti andiamo invece a scoprire le periferie di Roma.
Seguendo il regista nei suoi giri in vespa, nel primo capitolo del film Caro Diario, entriamo nei quartieri Garbatella e Spinaceto.
Definito da Moretti “il quartiere che mi piace più di tutti”, la Garbatella è stato per lungo tempo un quartiere misconosciuto e sottovalutato di Roma. In tempi recenti, però, è stato oggetto di una meritata rivalutazione.

All’aspetto popolare e rurale si affianca l’elegante stile barocchetto romano, di monumenti quali il Teatro Ambra o il Teatro Palladium.

Nel corso dei suoi giri in vespa, Nanni Moretti decide poi di recarsi a vedere un quartiere che, a suo dire, “viene sempre inserito nei discorsi per parlarne male”: Spinaceto.
Moretti arriva alla conclusione che questo quartiere, a sud-ovest di Roma, non è affatto male.

Il quartiere conserva un reperto archeologico del XIII secolo conosciuto con il nome di Torre Brunori, o Morone. Si tratta dei resti di una torre costruita nel luogo in cui originariamente era situata una cisterna romana.
Questa costruzione fungeva da torretta di avvistamento e prese il suo nome dal proprietario terriero Brunori da Gambara.

Dalla parte opposta della via Pontina, che delimita il quartiere Spinaceto a est, si trova la Riserva naturale di Decima-Malafede. Si tratta di una delle più importanti riserve naturali romane, sia per il suo alto valore naturalistico sia per la ricchezza dei reperti archeologici e paleontologici che ospita.
Estesa per oltre 6000 ettari, comprende oltre 800 specie vegetali e resti di insediamenti umani risalenti a circa 250.000 anni fa.
Punti di interesse nel suo interno sono ad esempio: la Solforata, il lago rosso dove la leggenda vuole che il dio Fauno sia apparso al Re Latino per annunciare l’arrivo di Enea; il Castello di Decima con la Torre di Perna, di epoca medievale originariamente destinata alla salvaguardia dell’omonima Valle di Perna; il Castello di Monte di Leva e la VII Torre.

 

Per questi itinerari ispirati alla storia del cinema abbiamo preso spunto solo da alcuni dei tanti film nei quali le strade e i luoghi di Roma sono stati protagonisti almeno quanto i personaggi.
Se tra questi non c’è il vostro preferito e se l’idea di decidere cosa vedere a Roma seguendo le orme dei set cinematografici vi piace, scegliete il vostro film e partite alla scoperta di quella che è una delle più belle città al mondo.

 

Foto di Porta Maggiore di Dr.N. Heidenbluth, CC BY 2.0
Foto targa in via Veneto di Peter ClarkeCC BY-SA 3.0
Foto quartiere Garbatella di BrunoCC BY 2.0
Foto della Riserva di Decima-Malafede di Mac9CC BY-SA 3.0