Secondo uno studio pubblicato dall’Unesco sulle lingue a rischio di estinzione, se le cose dovessero continuare così, nel giro di 50 anni la metà delle lingue parlate ora nel mondo, scompariranno. L’Europa possiede una diversità linguistica unica con circa 100 lingue differenti sparse in 50 Paesi. Eppure questo incredibile patrimonio sta lentamente scomparendo. Secondo l’Atlante delle Lingue in Pericolo dell’UNESCO, curato dal Dott. Christopher Moseleys, soltanto un quarto di queste lingue viene considerato come ufficiale dall’Unione Europea e alcune di esse sono ad alto rischio estinzione con meno di 100 persone in grado di parlarle. È proprio per questo motivo che per il 25 di agosto è stata dichiarata la Giornata Europea delle lingue in pericolo. Molte di esse sono parlate in alcune delle regioni più remote del continente, ma fortunatamente GoEuro vi può aiutare a trovare il modo migliore per visitare questi luoghi. Un turismo sostenibile può aiutare a concentrare maggiore attenzione sulla cultura a cui queste lingue sono legate, rinvigorendo l’economia di queste aree e offrendo una possibilità di sopravvivenza per le lingue a rischio.

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Lingue a rischio di estinzione in Europa (Vedi il grafico completo)

Lingue a rischio di estinzione in Europa (Vedi il grafico completo)

Lingue germaniche a rischio estinzione

I dialetti di origine germanica si possono ritrovare in tutta l’Europa Orientale, come eredità dell’Impero Asburgico. Purtroppo uno dei tratti comuni a questi luoghi, come Gottscheerisch in Slovenia, Plattdeutsch in Olanda, Töitschu in Italia, consiste nella loro difficile sopravvivenza. Anche all’interno della stessa Germania, la situazione di queste lingue non sembra essere migliore.

Lingue germaniche occidentali

Töitschu

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Bosco Gurin, Switzerland

Bosco Gurin, Switzerland – Flickr: Irene Grassi

La lingua Töitschu, detta anche Altissimo Alemanno, è parlata da una gruppo compreso tra le 20.000-40.000 persone delle comunità Walser di Svizzera, Italia, Liechtenstein e Austria. La forma di saluto ‘tschau’ sembra essere un’interessante incrocio tra il tedesco ‘Tschüss’ e l’italiano ‘ciao’. Issime è una piccola località della Valle d’Aosta e circa un terzo della popolazione parla ancora questa lingua. Issime si può raggiungere prendendo il treno fino a Pont Saint Martin e poi proseguendo in auto. Il paese è piuttosto piccolo, quindi i collegamenti con il trasporto pubblico sono abbastanza limitati.

  • Esempio: Patate: trùffili
  • Numero di parlanti: 200
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Lingue frisone a rischio di estinzione

Sater Friesisch

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Cloppenburg

Cloppenburg, Germania – Flickr: Allie Caulfield

Uno studio del 2007 mostra che il numero di persone in grado di parlare fluentemente il Sater Friesisch nella località di Saterland è sceso drasticamente ad un numero compreso tra 1000 e 2000, facendo di questo idioma la lingua madre dell’1-2% della popolazione della regione. Le somiglianze con il dialetto frisone settentrionale e occidentale, parlati rispettivamente in Germania e in Olanda, sono tantissime. Uno degli ultimi censimenti ha mostrato che Ramsloh nella’area di Cloppenburg è il luogo che ospita il più alto numero di madrelingua. Per raggiungere Ramsloh è necessario prendere il treno fino a Cloppenburg e poi proseguire con l’autobus S90. Nonostante la comunità sia piuttosto piccola, i membri rimangono saldamente ancorati alla loro lingua, come dimostra il loro quotidiano onlne.

  • Esempio: Freddo: Koold | Giorno: Dai
  • Numero di parlanti: 1.000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Frisone Settentrionale

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Glueckstadt

Glückstadt, Germany – Flickr: fRandi-Shooters

Il dialetto frisone settentrionale è parlato da circa 8.000-10.000 persone soprattutto in Schleswig-Holstein, una regione situata nel nord della Germania. Affacciata sul Mare del Nord, la cittadina di Husum ospita il Museumverbund Nordfriesland, un’associazione di musei nata con lo scopo di preservare la lingua. La città ha molti collegamenti ferroviari giornalieri ed è situata a circa due ore di viaggio da Amburgo; inoltre è facilmente raggiungibile anche in auto. Il North Friesian Institute e il portale ufficiale dedicato al frisone offrono numerosi corsi rivolti a tutti i tedeschi desiderosi di impare la lingua.

  • Esempio: Luna: Muun
  • Numero di parlanti: 10.000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Lingue uraliche a rischio estinzione

Sami

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Sapmi

Zona artica dei Sami, Norway – Flickr: Harvey Barrison

Le lingue sami sono parlate in Lapponia ovvero nella parte più settentrionale dell’Europa, in una lingua di terra che si estende dal centro della Norvegia passando per Svezia e Finlandia fino ad arrivare all’estremità della Penisola di Kola in Russia. In tutta l’aera si sono sviluppate ben 10 lingue sami differenti, alcune delle quali sono riconosciute ufficialmente come lingue minoritarie. Grazie alla grande varietà, il vocabolario risulta incredibilmente ricco: ci sono infatti ben 300 modi diversi per dire la parola neve! La vastità dell’area e la scarsa densità della popolazione ha però fatto in modo che queste lingue venissero parlate da sempre meno persone, mettendole quindi a rischio di estinzione. La maggior parte delle persone in grado di parlare 2 delle lingue più a rischio, Ume e Pite Sami, vive lungo il fiume Ume che scorre fino a nord passando per Umea per gettarsi nel fiume Pite nella regione svedese di Arjeplog. Se volete approfondire la conoscenza delle lingue e della cultura sami, online è possibile trovare diverse risorse linguistiche e informazioni.

  • Esempio: Ciao: Bures! (Pite Sami)Buörrie Beäjvvie (Ume Sami)
  • Numero di parlanti: meno di 100 parlanti di Ter Sami, Pite Sami e Ume Sami
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Lingue finniche

Votico

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Fiume Luga, Russia

Fiume Luga, Russia – Wikimedia: Смок Вавельский

Con circa 20 madrelingua sparsi tra 2 villagi della Russia nordoccidentale, al confine con l’Estonia e a circa 2 ore di auto da San Pietroburgo, la lingua votica è ad alto rischio estinzione. Il declino si è fatto più rapido dopo la Seconda Guerra Mondiale, anche perché rappresentava la lingua dei “paesani poco istruiti”, causando quindi la graduale scomparsa della lingua dalla vita privata e pubblica delle persone, anche perché veniva considerata un ostacolo all’apprendimento del russo da parte dei bambini. Oggi la lingua non attrae l’interesse degli abitanti locali, anche se una scuola si sta impegnando per impedirne l’estinzione.

  • Esempio: “Guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo” : “ma silmiz ed näe irttätŝi, a te̮izē silmɨz näed i pikkaraizēroitū”
  • Numero di parlanti: 20
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Livone

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Golfo di Riga, Lettonia

Golfo di Riga, Lettonia – Wikimedia: Orangeforrestmushrooms

Il lento declino del livone è iniziato già nel lontano XIII secolo. Nascosta all’interno del Golfo di Riga lungo la costa orientale del Mar Baltico, la Livonia è stata interessata da innumerevoli guerre e invasioni che hanno completamente emarginato la lingua. Per cercare di proteggerla dall’oblio il livone viene insegnato in alcune università in Lettonia, Estonia e Finlandia, ma la lingua è considerata ufficialmente estinta, con gli ultimi madrelingua deceduti lo scorso anno. .

  • Esempio: Ciao: Tēriņtš | Grazie: Tienū | Felice anno nuovo! –Vȯndzist Ūdāigastõ!
  • Numero di parlanti: l’ultimo madrelingua in Estonia, Viktor Berthold, è deceduto nel febbraio del 2009, nel 2013 in Canada morì, all’età di 103 anni, l’ultima madrelingua, Grizelda Kristina.
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Lingue celtiche a rischio estinzione

Mannese

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Isola di Man

Isola di Man, UK – Flickr: Brad Higham

Nel Regno Unito si trovano 2 delle lingue a maggior rischio estinzione così come altre 2 lingue che lentamente rischiano di scomparire. Per raggiungere questi luoghi è necessario prendere il treno fino a Liverpool e poi prendere un traghetto per Douglas sull’Isola di Man, dove è possibile visitare il Manx National Heritage Museum, sostanzialmente l’unico luogo al mondo dove è possibile trovare testimonianze della lingua locale; l’ultima persona capace di parlarla è infatti deceduta nel lontano 1974.

  • Esempio:Ciao: Hai | Come stai: Kys t’ou | Isola di Man: Ellan Vannin
  • Numero di parlanti: l’ultimo madrelingua di Mannese tradizionale, Ned Maddrell, è morto nel 1974. Da allora, la comunità ha cercato di mantenere in vita questo patrimonio, insegnandolo in famiglia, a scuola ed in contesti ufficiali.
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Cornico

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco -St. Ives, UK

St. Ives, UK – Flickr: Robert Pittman

La seconda tappa del viaggio in UK è quella di St. Ives in Cornwall, dove verrete accolti da un caloroso “Dydh da!” da parte dei 557 membri della comunità Cornish. Visitando il St. Ives Museum è possibile avere un’idea piuttosto ampia del patrimonio culturale apportato dalla cosiddetta lingua cornica. E se vi dovesse venir voglia di imparare questa lingua, qui potete trovare un risorsa molto utile.

  • Esempio: Ciao: Hou | How are you? : Fatla genes
  • Numero di parlanti: 574
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Bretone

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco -Brittannia, Francia

Bretagna, Francia – Flickr: Florent Lannoy

Il Bretone, conosciuto anche come Brezhoneg, è parlato nella Bassa Bretagna, con circa l’8.5% della popolazione in grado di usarlo attivamente. Nonostante la posizione geografica della Bretagna, la lingua è molto più vicina al gaelico che alla famiglia delle lingue romanze. Infatti in bretone si usa l’espressione “Demant” per dire “Ciao”, una forma molto più simile al gaelico “Dia duit” che non al francese “bonjour”. Sebbene faccia parte della lista delle lingue a rischio estinzione, la sua diffusione e il suo utilizzo sono molto più ampi rispetto ad altre lingue in pericolo. Prima della fine della Prima Guerra Mondiale, circa metà della popolazione della regione parlava il bretone come prima lingua invece del francese. Oggi la presenza di questa lingua è ancora visibile nei nomi delle vie sia in bretone che in francese, nei media e in una piccola parte della pubblica amministrazione. I modi per raggiungere questa regione sono numerosi, ad esempio in traghetto partendo dalla Gran Bretagna o dalle Channel Islands. Invece da Parigi è possibile raggiungere Saint-Malo in treno. Una volta arrivati potrete visitare il Musée de la Bretagne, con esposizioni e spiegazioni sulla lingua bretone.

  • Esempio: Ciao: Demant
  • Numero di parlanti: ~300,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Lingue greche e turche a rischio estinzione

Radici turche e greche

Cappadociano

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco -Cappadocia, Turchia

Cappadocia, Turchia – Flickr: Mr Hicks46

Essendo il crocevia di tanti paesi europei, la Grecia è diventata la terra dalle tante lingue e dai tanti dialetti, che nel tempo si sono sviluppati in maniera indipendente. Il cappadociano, per esempio, era presente in Turchia fino al 1920 quando uno “scambio di popolazione” costrinse gli abitanti dell’area a ristabilirsi in Grecia, con conseguente perdita della lingua parlata in origine. Per decenni il cappadociano venne considerato completamente estinto, fino alla scoperta di una piccola comunità sparsa nelle regioni centrali e settentrionali della Grecia, come ad esempio a Kavala e Salonicco.

  • Esempio: Un buon uomo: do kalon do andra | Una buona donnado kalon do neka | Un bambino buono: do kalon do pei
  • Numero di parlanti: 300
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Lingue turche

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco -Castello d Trakai, Lituania

Castello d Trakai, Lituania – Flickr: mannewaar

Letteralmente “lingua dei nomadi”, il karaim appartiene alla famiglia delle lingue Turche occidentali. È molto simile allo Yiddish ed è parlato in diverse aree della Lituania, Polonia e Ucraina. Nonostante le persone in grado di parlarlo correntemente siano circa 60, la lingua ha buone probabilità di sopravvivenza; a circa 30 minuti di treno o autobus dalla capitale lituana Vilnius, si trova la città di Trakai, dove la lingua è ancora piuttosto diffusa e sostenuta dal turismo, anche grazie alla presenza del suggestivo castello. Per avere un’idea della lingua si può ascoltare una delle poche persone in grado di parlare il karaim recitando un brano di Adam Mickiewicz.

  • Esempio: provate a leggere: Ochunuz bu bitkini da esinizni kojunuz jachsy neckikti anlnmah
  • Numero di parlanti: 50 in Lituania e 6 in Ucraina occidentale
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Lingue greche

Zaconico

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco -Leonidio, Grecia

Leonidio, Greece – Flickr: Jean-François Renaud

Nonostante molti considerino lo zaconico un dialetto del greco moderno, le due lingue non hanno molti punti di contatto e i parlanti non riescono a comprendersi tanti facilmente. Oggi la lingua è parlata per lo più in piccole località del Peloponneso Orientale. Nonostante lo zaconico sia parlato solo da un centinaio di persone, la comunità più nutrita si trova a Leonidio, una città che sta conoscendo un certo grado di sviluppo turistico soprattutto grazie alla sua bellissima architettura e al paesaggio montano.

  • Esempio: Dov’è la spiaggia? Ciá éñi to perigiálli?
  • Numero di parlanti: 300
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Lingue slave a rischio estinzione

Croato molisano

Termoli, Italia – Flickr: antothefly

Termoli, Italia – Flickr: antothefly

Il croato molisano, chiamato Slavomolisano, è una lingua slava parlata da circa 1000 persone residenti principalmente nei 3 paesi di Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise, situati tra Abruzzo e Molise. Quando i turchi Ottomani si sono spostati verso la Dalmazia, un gruppo di croati è emigrato verso l’Italia lasciando un considerevole patrimonio culturale, tuttora riconosciuto a livello regionale. Per raggiungere i 3 paesini, si può arrivare a Campobasso prendendo un treno veloce da Napoli o Roma, per poi cominciare l’esplorazione.

  • Esempio: uomo: ljud; casa: hiža
  • Numero di parlanti: 1.000-5.000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente  a Rischio

Lingue romanze a rischio estinzione

Durante il periodo veneziano, numerose comunità italiane hanno trovato rifugio sull’isola greca di Corfù. L’influenza della lingua italiana ha nel tempo fatto in modo che il greco assimilasse molte parole ed espressioni di origine italiana e veneziana dando origine all’italiano corfiota. La lingua rivestì un ruolo centrale per diversi anni, ciò nonostante la maggior parte dei parlanti è deceduta negli anni 80.

Lingue d’oil

Francoconteese

Hunawihr, Francia – Flickr: alh1

Hunawihr, Francia – Flickr: alh1

Il Francoconteese, o franc-comtois pronunciato nella propria lingua, è una langue d’oil strettamente legata al Belgio. Le aree dove la lingua è più diffusa sono l’Alsazia, Franca Contea e alcune zone della Svizzera. Con circa 3,800 persone in grado di parlarla alla fine del XX secolo, attualmente si possono raggiungere queste zone in auto a poco più di 4 ore da Parigi in direzione Besancon. Oltre allo zoo e al centro storico tutelato dall’UNESCO, la città ospita anche il Musée Comtois, un museo locale dedicato alla storia di questa lingua.

  • Esempio: stupido: daubot; dire cose senza senso: yoyotter
  • Numero di parlanti: Non disponibile
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Champenois

Champagne, Francia – Flickr: Roger Nelson

Champagne, Francia – Flickr: Roger Nelson

Lo champenois, conosciuto anche come champaignat, è parlato nella regione della Champagne e in quella di Reims, ma anche nella regione belga della Vallonia dove gode dello status di lingua regionale protetta. Questa lingua è così in pericolo che scarseggiano anche le risorse per attingere informazioni. Tuttavia è ancora disponibilie uno dei primi esemplari di opera letteraria in champenois datato XVI secolo, Le Bontemps de Carnaval de Chaumont.

  • Esempio: Non disponibile
  • Numero di parlanti: Non disponibile
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Lorenese 

Bordeaux, Francia – Flickr: Grand Parc, Bordeaux, Francia

Bordeaux, Francia – Flickr: Grand Parc, Bordeaux, Francia

Se volete fare un’esperienza linguistica fuori dall’ordinario, il lorenese – noto come gaumais perché molto diffuso nella regione del Belgio La Gaume – è sicuramente quello che fa per voi. La capitale non ufficiale di questa lingua è la città di Virton, situata nella parte meridionale della provincia di Lussemburgo e ben collegata grazie alla sua stazione ferroviaria. Il Gaumais è parlato da circa 20,000 persone e fa parte della famiglia della langue d’oïls. Inoltre è anche uno dei sei dialetti romanzi locali, lingue sviluppatesi nel XVIII secolo dalla lingua volgare e diffuse soprattutto nella zona a sud di Bruxelles.

  • Esempio: Non disponibile
  • Numero di parlanti: ~20,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Piccardo

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Hardelot, Francia

Hardelot, Francia – Flickr: Guillaume Baviere

La seconda tappa si trova poco distante nel distretto della Vallonia, e più precisamente nella città di Mons, dove potrete salutare i suoi abitanti con “Bojour mes gins” o gli amici con “Salut ti z’aute” in onore della lingua piccarda (nota anche come patois picard, ch’ti, chtimi o rouchi). Quando ci si trova in una zona della Piccardia, lo si capisce immediatamente per la presenza di costruzioni in mattoni rossi con i bordi in mattoni bianchi. Come il gaumais, anche il piccardo si è sviluppato dal volgare ma a differenza dell’altro idioma, quest’ultimo è parlato da circa 500,000 – 700,000 persone. Uno dei film francesi di maggiore successo di tutti i tempi, Bienvenue chez les Ch’tis (Giù al Nord in italiano), usa proprio questa lingua per creare un effetto comico e dipingere gli abitanti della zona come persone piuttosto sempliciotte. Anche se il film rappresenta un’esagerazione dello stereotipo, la lingua veniva parlata soprattutto dalla classe operaia della zona. La teoria più diffusa è quella che vede uno stretto legame tra la scomparsa di attività rurali o industriali e la scomparsa graduale della lingua.

  • Esempio: Ciao (agli amici intimi): Bojour mes gins or Salut ti z’aute
  • Numero di parlanti: ~500,000 – 700,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Bregognon

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Borgogna, Francia

Borgogna, Francia – Flickr: Toprural

Uscendo dal Belgio, un’altra lingua a rischio è il bourguignon, detto anche bregognon o lingua borgognona in italiano. Una ricerca condotta nel 1988 ha trovato circa 50,000 parlanti, con i quali è possibile cominciare una conversazione dicendo “bonjôr” o “salutâs”. Per entrare in contatto con quest lingua dovete arrivare a Morvan in Borgogna per conoscere la popolazione e la cultura locale prima che sia troppo tardi.

  • Esempio: Ciao: BonjôrSalutâs
  • Numero di parlanti: 50,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Gallo

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Rennes, Francia

Rennes, Francia – Flickr: Ted Drake

Il gallo è una lingua parlata in alcune aree della Bretagna settentrionale è resiste con caparbia nella città di Rennes. La lingua è conosciuta anche come galo, gallot, langue gallèse e britto-romanzo e si stima che le persone in grado di parlarla attivamente si aggirino tra 200,000 e 400,000, cifra corrispondente al 5-10% dell’intera popolazione della Bretagna, anche se in realtà le differenti statistiche mostra a volte numeri molto differenti, come una ricerca che ha contato soltanto 28,000 parlanti. Inizialmente il gallo era la lingua di corte della Bretagna, ma il suo ruolo centrale si affievolì non appena la regione venne annessa alla Francia. Rennes si può raggiungere facilmente sia in bus che in treno, soprattutto grazie alle numerose linee ad alta velocità. Una volta arrivati potete dare un’occhiata alla versione in gallo del tour del Museo della Bretagna. Fino al 2002 era anche possibile studiare il gallo all’Università di Rennes, ma il corso di studi è stato interrotto a causa dello scarso interesse da parte degli studenti. Nonostante la lingua venga ancora insegnata in qualche corso e in alcune scuole, il gallo risulta comunque in declino tra i media.

  • Esempio: Ciao: Bonghjornu
  • Numero di parlanti: ~200,000 – 400,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente  a Rischio

Lingue normanne

Guernésiais e Jèrriais

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Traghetto da St. Helier a Weymouth

Traghetto da St. Helier a Weymouth – Flickr: Robert Linsdell

Andando a Weymouth è possibile prendere un traghetto per raggiungere St. Helier e St. Peter Port. Per chi volesse visitare entrembe le località, Condor Ferries collega direttamente i due porti con un servizio apposito. Diffuse tra la popolazione di due piccole isole della Manica, Guernésiais e Jèrriais sono due lingue normanne con numerosi punti di contatto con il francese, come ad esempio il saluto ‘banjour’ o ‘bouônjour’. Le due lingue sono parlate da circa 1,000 persone. Maggiori informazioni si possono trovare qui.

  • Esempio: Croce: Croyais (Jèrriais) e Kérouaïe (Guernésiais) | Mercoledì: Mêcrédi (Jèrriais) e Méquerdi (Guernésiais)
  • Numero di parlanti: 1.327
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio

Lingue occitane

Guardiolo 

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Cosenza, Italia

Bocchigliero, provincia di Cosenza, Italia – Flickr: Spookymic

Il Guardiolo è una lingua occitana parlata in diverse regioni della Francia, in alcune aree dell’Italia settentrionale e anche in Calabria e per la precisione nella cittadina di Guardia Piemontese. Nonostante la lingua sia parlata da circa 350 persone, uno studio condotto da Pietro Monteleone ha dimostrato che per il Guardiolo c’è ancora una speranza, visto che in molte famiglie rappresenta ancora la lingua principalmente parlata. Guardia Piemontese è l’unica località della Calabria in cui si parla una lingua occitana. La città è facilmente raggiungibile in treno e la stazione ferroviaria è ben collegata con le maggiori del Centro e Sud Italia come Roma, Napoli o Salerno.

  • Esempio: Come stai? : Quin hes? or Cossi fas?
  • Numero di parlanti: 340
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Alvernese

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Auvergne, Francia

Auvergne, Francia – Flickr: Alpha du centaure

Sempre in Francia si trova l’area di Auvergne con circa due terzi della popolazione in grado di capire il dialetto alvernese, ma con solo un quinto in grado di parlarlo. Potete entrare in contatto con questa lingua occitana conosciuta anche con li nome di auvernhat, volando per poco più di un’ora dall’aeroporto di Parigi o viaggiando in auto fino a Aurillac, prendendo l’autostrada A10 e preseguendo sulla A71. Il saluto tipico della lingua anticamente parlata dei cavalieri della Francia centrale è “bonjorn”.

  • Esempio: Buongiorno: Bonjorn
  • Numero di parlanti: ~1,315,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Lingue romanze orientali

Istrorumeno

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Monte Ucka, Croazia

Monte Ucka, Croazia – Wikimedia: Luka Jacov

Parlato solo in alcuni villaggi a nord del Monte Ucka, l’istrorumeno si dice sia affiorato a seguito delle migrazioni delle popolazioni transilvane da Trieste avvenute 1.000 anni fa. Al momento sono solo poche centinaia i parlanti madrelingua nella zona sebbene i ricercatori ritengano che in totale siano almeno 1.000, sparsi nel mondo. La comunità locale promuove l’insegnamento dell’istrorumeno come seconda lingua ai bambini per mantenere viva la cultura e la storia.

  • Esempio: gamba: pićor | Petto: kľeptu | Buona: bire | Essere: fi 
  • Numero di parlanti: ~1,315,000
  • Status secondo l’UNESCO : Drasticamente a Rischio

Altre lingue romanze

Corfiota italiano

GoEuro: Le lingue a rischio di estinzione secondo l'Unesco - Corfù, Grecia –

Corfù, Grecia – Flickr: Michael Gleave

Il corfiota italiano ha origine a seguito di 5 secoli di dominazione veneziane dell’isola di Corfù, è una mescolanza ibrida di parole italiane e veneziane sviluppatasi nei secoli in un dialetto fortemente influenzato dalla comunità di rifugiati albanesi e greci in fuga dalla pesta nera. Ai giorni nostri il corfiota è quasi estinto ed i dati a disposizione fanno pensare che i parlanti ancora in vita siano pochissimi.

  • Esempio: non disponibile
  • Numero di parlanti: meno di 10
  • Status secondo l’UNESCO : Estremamente a Rischio